Lo scenario che fa da sfondo alla quotidianità dell’intervento in ambito formativo-educativo è molto articolato e riguarda l’attenzione alla persona e ai suoi bisogni. I giovani afferenti al nostro progetto sono persone che solo grazie al contributo di altri sono in grado di esercitare il proprio diritto di autodeterminarsi e che necessitano quindi di un aiuto indispensabile per dare voce al proprio progetto esistenziale (servizi ASL, famiglia).

Per questo abbiamo messo al centro dell’intervento il ragazzo, la sua famiglia e il territorio come spazio di crescita e diritto a una vera socialità.

Tenendo conto dei singoli progetti individualizzati, si attua un lavoro costante e accurato che promuove nei nostri ragazzi la crescita del senso di autostima, della dimensione della scelta, della percezione della possibilità di autodeterminarsi, della sensazione di essere investiti di fiducia e rispetto: elementi alla base del processo di crescita e maturazione di ogni individuo.

Essere protagonisti della propria vita, potersi collocare al centro della propria esistenza, esprimere un’opinione, essere aiutato a decidere la propria vita emancipandosi dalla famiglia, pur sentendosi ugualmente appoggiato da questa, sono esigenze e diritti che molto spesso la persona disabile perde.

Il primo passo sul quale opera il nostro progetto è anche in molti casi il problema sotteso ai progetti di vita: sé percepito e il sé reale, l’autovalutazione di sé, delle proprie capacità e competenze, delle proprie potenzialità.

L’attività proposta nasce quindi con l’intento di porre l’attenzione necessaria sui diritti ed i bisogni del giovane con disabilità, attraverso un progetto individualizzato formativo – lavorativo all’interno di un progetto di vita; opererà con laboratori e simulazioni per lo sviluppo delle autonomie personali e sociali, delle competenze relazionali e della socializzazione per il lavoro. Sarà importante per i ragazzi il confronto, negli stage di gruppo e stage individuali con i comportamenti attesi dal mondo adulto.

Infatti, lasciando spazio necessario alla socializzazione, indispensabile per l’adattamento del disabile all’ambiente, si favoriscono i processi di integrazione lavorativa, promuovendo un miglioramento significativo nei rapporti e nelle relazioni tra individuo e contesto ambientale.